LRTimelapse Pro Timer 2.5

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English. Ogni nuova esigenza espressa dal mercato fotografico, porta ad avere nuovi prodotti che, in termini di caratteristiche, soddisfano specifiche necessità di nuovi clienti. Questo è il caso del nuovo intervallometro LRTimelapse PRO Timer 2.5: nuovo e pensato appositamente per una nicchia del mercato fotografico.

Com’è possibile fare business nel 2019 costruendo un intervallometro? Canon, Nikon, Sony e gli altri produttori di fotocamere e di accessori fotografici ne costruiscono svariati modelli da decenni. Molto semplicemente questo intervallometro non è uguale a tutti gli atri e conquista la sua fetta di mercato proprio grazie alle sue funzionalità che lo contraddistinguono e lo rendono unico.

Il Pro Timer nasce specificamente per i timelapse. Sequenze di fotografie, scattate (più o meno) sempre da uno stesso punto, inquadrando (più o meno) sempre la stessa scena. Descritti così sembrerebbero una noia! Ed invece no, sono una fantastica espressione di un mondo danzante durante lo scorrere del tempo.

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Senza entrare troppo nello specifico, i timelapse possono essere catalogati in statici (macchina fotografica su cavalletto), dinamici (macchina fotografica su slider motorizzata) e hyperlapse (movimento manuale di cavalletto e inquadratura durante la ripresa). Il Pro Timer abbraccia i primi due casi e le sue caratteristiche aiutano in particolare le riprese durante la transizione fra giorno e notte e viceversa.

Questo è un prodotto che ha avuto una sua evoluzione. Parte da uno degli ultimi progetti sviluppati da Gunther Wegner, un fotografo tedesco specializzato in TimeLapse (ma non solo) che è riuscito a creare una folta schiera di appassionati del settore, che seguono i suoi progetti e il suo sito.

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Inizialmente Gunther è partito da una versione free 1.0. Si trattava di un intervallometro basato su un progetto “fai da te” che sfruttava la piattaforma Arduino con l’aggiunta di pochi altri componenti elettronici acquistabili in rete. Il tutto era contenuto in una scatoletta da stampare con una stampante 3D realizzata con tanto di pulsanti di comando. Un divertimento più che un impegno per molti appassionati di elettronica e di saldature a stagno!

In seguito è stata sviluppata una versione 2.0 trasformata poi in prodotto commerciale. L’intero lotto è stato venduto nell’arco di una sola giornata.

La versione 2.5, quella attuale, si distingue parecchio rispetto alle precedenti. Non solo esteticamente, ma soprattutto per le caratteristiche tecniche. Le prime parole che mi vengono in mente per descriverla sono: cura nei dettagli e attenzione alle esigenze del cliente. A fronte di un prezzo superiore rispetto a quello delle versioni precedenti, si ha un prodotto pronto all’uso, professionale e più evoluto (basato su processore ATSAMD21 Cortex M0). Senza contare il risparmio del tempo che invece sarebbe necessario per assemblare tutti i componenti della versione “fai da te”.

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In termini di prezzo siamo a livello di un intervallometro originale di marca Canon, con la differenza che quest’ultimo è progettato principalmente per la fotografia, mentre l’LRTimelapse Pro Timer 2.5 ha delle caratteristiche espressamente pensate per chi realizza timelapse.

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Si presenta con un packaging accattivante a cofanetto di colorazione nero opaco. Internamente non viene fornito il manuale cartaceo. Tramite il QR code stampato sulla confezione potrete accedere direttamente al sito del produttore dove ne troverete una versione digitale, oltre che a tutta una serie di altre informazioni aggiuntive.

Non vengono forniti nemmeno i cavi di collegamento o d’alimentazione. Anche se questa scelta potrebbe essere criticata perché non vi arriva a casa un prodotto “pronto all’uso”, io mi sento di appoggiarla perché ormai siamo sommersi dai cavi e dagli alimentatori USB. Non credo che l’utente medio a cui si rivolge questo prodotto ne sarà sprovvisto. In tal senso la scelta di Gunther è a mio avviso azzeccata!

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Se il cavo d’alimentazione USB-microUSB è standard, visto che è lo stesso che viene utilizzato per i cellulari, l’unica accortezza da avere riguarda il cavo di collegamento che va scelto in base alla propria fotocamera. Attenzione perché avrete qualche difficoltà a trovarlo disponibile nei negozi fisici, ecco perché vi suggerisco di acquistarlo subito da Amazon al momento dell’ordine del Pro Timer.

La struttura esterna non è metallica. Appare come il risultato di una stampa in 3D (di qualità). Le superfici hanno una rugosità che è caratteristica di questo processo produttivo e in questo caso si abbina perfettamente al prodotto che risulta poco scivoloso. L’effetto saponetta è quindi evitato.

Oltre a questo, il timer appare piccolo (82 x 40 x 27 mm compreso il rotore di comando), leggero (59g) e resistente. In particolare, rispetto al mio intervallometro classico con display, le dimensioni risultano essere molto più contenute, circa la metà in termini di ingombro. E’ stato testato a temperature fino a -20°C e fino a +40°C, ma può arrivare probabilmente a temperature di utilizzo più estreme, anche se il produttore invita a non lasciarlo ad esempio esposto al sole all’interno di un’automobile o di ripararlo da temperature estremamente fredde per ottenere sempre il massimo dalla batteria al litio!

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Esternamente spicca il grande manopolone che è il comando principale che verrà utilizzato per navigare nei menù e per programmare l’intero funzionamento. La scelta di usare un unico pulsante/manopola al posto dei classici pulsantini più piccoli è una scelta sensata e ne facilita l’utilizzo, soprattutto quando vi ritroverete ad utilizzarlo indossando dei guanti.

Semplicità ed immediatezza di comando, questo è il risultato cercato. Chi ha utilizzato un intervallometro generico di notte in montagna sa che queste caratteristiche non gli sono comuni e che spesso l’unico modo per azionarlo o programmarlo è togliersi i guanti!

La manopola oppone la giusta resistenza al movimento e la sua rotazione, che avviene a click, attiva lo scorrimento all’interno dei menù e l’incremento/decremento dei valori. La sua pressione breve viene riconosciuta come un comando di ok/next/enter, mentre la pressione prolungata è riconosciuta come un comando di back/cancel.

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Sono presenti due innesti cold shoe (quelle presenti sui flash a slitta senza però i collegamenti elettronici) che permettono l’aggancio sopra la macchina fotografica direttamente sull’innesto hot shoe. A seconda di come lo si voglia rivolgere verso di sé, ne si utilizzerà una delle due. Questo permette di avere sempre il display rivolto verso di voi e, tramite un’impostazione del menù, è possibile anche ruotarne di 180 gradi le scritte per renderle sempre perfettamente leggibili.

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Oltre a questo, sono presenti due occhielli di ancoraggio che permettono di fissare l’LRT Pro Timer ad una gamba del cavalletto, ad esempio tramite una cinghia a strappo o ad un cavo di fissaggio. Il primo occhiello, quello più largo, si trova sulla superficie più ampia della struttura esterna. Il secondo è messo vicino al rotore di comando.

Personalmente mi sento di non suggerire l’utilizzo di questo prodotto agganciandolo al cavalletto o alla macchina fotografica. In particolare quando saprete che durante la ripresa dovrete andare a consultarne il menù per cambiare o settare alcuni parametri. Questo eviterà di spostare inavvertitamente l’inquadratura durante la sessione di ripresa.

Molto semplicemente, con un cavetto di prolunga abbastanza lungo si potrà pensare di lasciare l’intervallometro appoggiato sopra il proprio zaino. Meglio non appoggiarlo a terra per evitare che l’umidità del terreno possa creare qualche problema.

In bella vista è presente il marchio CE con le indicazioni del numero seriale di produzione, mentre su uno dei lati principali è presente il logo del produttore che non è piatto ma stampato su una superficie ricurva sui lati. Questo conferisce un aspetto ricercato e moderno, anche se personalmente l’avrei inserito in maniera più discreta.

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Sullo stesso lato della manopola è presente un piccolo switch a scorrimento che serve per accendere e spegnere lo strumento e due piccoli fori che altro non sono che uno dei due occhielli di ancoraggio. Lo switch è sporgente quanto basta per essere utilizzato agevolmente. Evidentemente non è stato possibile aggiungere le sue funzionalità alla manopola principale. In ogni caso si tratta di un comando che non userete durante le fasi di ripresa, quindi anche se meno accessibile rispetto alla manopola principale, non pregiudica la facilità d’utilizzo complessiva dello strumento.

Quando lo switch è spostato in posizione “on” e lo strumento è in standby, sul display (spento) compare sempre una piccola animazione (screensaver) che ci fa capire che lo strumento è acceso. Anche il tempo d’attivazione dello screensaver è selezionabile a piacere nel menù settings.

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Sulla superficie opposta si hanno le connessioni. Le due principali sono due jack femmina da 2,5mm TRS, utili per collegare due fotocamere comandate in parallelo.

I cavi di collegamento avranno da una parte un connettore jack da 2,5mm TRS e dall’altra un connettore compatibile con la fotocamera utilizzata. Nel mio caso un connettore Canon di tipo N3.

Una caratteristica particolare di questo intervallometro è quella di poter comandare (con uno dei due connettori jack femmina) la slider motorizzata utilizzata per il timelapse. In questa modalità d’utilizzo l’intervallomentro diventa il punto centrale di tutto il sistema. Da una parte detterà i tempi d’intervallo e dirà alla fotocamera quando potrà scattare, dall’altra fornirà al controller della slider un segnale di sincronizzazione per le fasi di movimento, evitando che queste non si sormontino con quelle di ripresa. In questo utilizzo il controller della slider dovrà lavorare in modalità slave. Ovvero si metterà in attesa di un segnale esterno di trigger e sposterà il proprio carrello solo al ricevimento di tal segnale.

Questo deve porre un interrogativo a tutti coloro che già possiedono una slider motorizzata. Genericamente infatti le slider motorizzate sono pensate per controllare il tempo di intervallo e per triggerare direttamente la fotocamera e quindi hanno una connessione d’uscita che da’ il via libera per lo scatto alla fotocamera. Con l’LRT Pro Timer invece avviene esattamente il contrario, perché è l’intervallometro esterno che dice al controller della slider quando può muoversi. Quindi, se la funzione “slave” non è supportata dalla vostra slider, allora non sarà possibile utilizzarla in accoppiata con questo intervallometro, almeno non così come descritto. Questa modalità di funzionamento è chiamata SMS (Shoot – Move – Shoot) e dovrà essere abilitabile appunto dall’esterno.

Sulla stessa superficie troviamo il connettore micro-USB usato per ricaricare la batteria principale interna agli ioni di litio da 500mAh (con cui si arriva a coprire un’intera giornata di scatti uno ogni 4 secondi per un totale di più di 21 mila scatti consecutivi con display acceso) che può essere sostituita con una batteria maggiorata da 800mAh. La ricarica avviene tramite un qualsiasi caricabatterie da cellulare o un power bank sia con selettore d’accensione su on che su off e, aspetto interessante, può avvenire anche durante il funzionamento del timer! Questo apre nuove possibilità per chi vuole realizzare timelapse di lunghissima durata.

A testimonianza dell’attenzione ai piccoli dettagli c’è da dire che durante la ricarica della batteria, non sono presenti dei led accesi o indicazioni di ricarica fisse sul display. Solo su comando dell’utente si può andare a consultare la percentuale di ricarica avvenuta. Questo evita che durante le riprese notturne si abbia una luce sempre accesa che potrebbe essere un problema per le riprese stesse.

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Con un caricabatterie da 2.0A, collegato ad icona della batteria lampeggiante, sono riuscito a portare la batteria al 35% in circa 30 minuti. 77% in circa 75 minuti.

I collegamenti non sono protetti da umidità o acqua, come avviene con qualsiasi altro intervallometro o collegamento di cavi di prolunga di tipo jack maschio – jack femmina. La struttura inoltre, per ovvie necessità d’assemblaggio e d’accesso alla batteria tampone interna, ha, su uno dei lati, una piccola fessura d’assemblaggio che corre lungo il contorno perimetrico. Anche tale fessura non permette di conferire un IP elevato a questo strumento.

Queste caratteristiche non rappresentano secondo me un problema e non le reputo un potenziale punto debole di tutta la catena corpo macchina, lente, cavalletto per la protezione contro pioggia o umidità. Semplicemente, come già avviene per corpo macchina e lente, in caso di condizioni critiche si dovrà pensare di proteggere l’attrezzatura in qualche modo.

Vicino al connettore micro-USB è presente il pulsante di reset che vi servirà durante le fasi di aggiornamento del firmware, possibile tramite una semplice procedura tramite un PC o un MAC.

Questo aspetto mi porta ad aprire una piccola parentesi per sottolineare come Gunther, tramite il suo sito e in particolare tramite il suo forum, abbia una notevole attenzione alle esigenze e alle richieste dei suoi clienti. Tanto da implementare delle caratteristiche e delle migliorie basandosi proprio sui suggerimenti ricevuti. Non capita spesso di poter interagire direttamente con chi ha progettato e realizzato un oggetto che si è acquistato. Questo è un aspetto che va al di là delle caratteristiche del prodotto, ma che non può non essere considerato o menzionato, perché da’ un valore aggiunto allo stesso.

Attenzione ai suggerimenti, interazione con il cliente e capacità di implementare dei miglioramenti, sono un aspetto che fa capire la raffinatezza del progetto stesso, che è stato evidentemente pensato e strutturato in maniera tale da poter accogliere nel tempo dei miglioramenti. Tutto questo è frutto di una dedizione, di una cura nei dettagli e di una capacità progettuale che è secondo me la chiave per rendere di successo questo prodotto.

Così, proprio mentre sto scrivendo questa recensione, è stata presentata la nuova versione del firmware (la numero 12) che migliora ed aggiunge alcune caratteristiche di funzionamento.

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Sulla superficie principale è presente il display. A differenza di quanto avveniva nel progetto iniziale, dove si utilizzava un LCD, in questa versione 2.5 si è optato invece per un più recente e sofisticato OLED da 128×32 pixel. Di conseguenza, il contrasto è molto migliorato, le informazioni visualizzate sono maggiori e il consumo di batteria è minimizzato!

Inoltre il display può essere utilizzato anche in modalità “torcia”, che attiva tutta la superficie ad una luminosità regolata tramite la manopola principale.

Ho scritto “maggiori informazioni visualizzate” perché, ad esempio durante la fase di ripresa, vengono visualizzate in un’unica schermata contemporaneamente: tempo restante per completare il timelapse, intervallo in secondi fra due foto consecutive, stato della batteria, numero di scatti realizzati, tempo rimanente per lo scatto successivo, numero di immagini restanti per completare il timelapse, tempo trascorso dall’inizio. Tutte queste informazioni sono ben leggibili in contemporanea e i dati sono visualizzati in maniera chiara ed intuitiva. Volendo è possibile anche visualizzare in minor numero di informazioni oppure non visualizzarne affatto lasciando il display in modalità “no display”. Questa si differenzia dal display totalmente spento perché ad ogni scatto verrà attivato un singolo pixel in alto a sinistra per dare un’indicazione visiva del corretto procedere della fase di scatto.

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Una delle caratteristiche principali di questo intervallometro è la capacità di variare in corsa il tempo d’intervallo (impostabile con una risoluzione di 0,1 secondi), il cosiddetto ramping del tempo d’intervallo. Questa abilità serve principalmente per i timelapse che vengono realizzati durante il passaggio da giorno a notte e da notte a giorno. Infatti l’intervallo di tempo ottimale durante il tramonto o l’alba è diverso da quello durante le ore notturne quando si vuole fotografare ad esempio il movimento della Via Lattea.

Poter allungare l’intervallo di tempo è cruciale anche per permettere d’avere dei tempi d’esposizione maggiori e nel passaggio da giorno a notte questo è fondamentale, visto che si ha un cambiamento estremo di luce che arriva anche a 23 stop.

Durante la transizione da giorno a notte e viceversa è fondamentale avere delle variazioni di luce molto naturali e graduali. In gergo questo risultato è chiamato il Sacro Graal dei timelapse. Per compensare la variazione della luce della scena inquadrata si deve per forza agire sui 3 parametri del triangolo dell’esposizione (tempi, iso, diaframmi) e lo si deve fare nella maniera più graduale possibile. Si può agire manualmente, oppure si può procedere con l’aiuto di un esposimetro esterno, oppure utilizzando delle applicazioni o dei programmi software che sono in grado di valutare l’esposizione della scena ripresa e sulla base di questa sono capaci di cambiare i valori ISO, diaframma e tempo d’esposizione per gli scatti successivi in maniera automatica.

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LRT Pro Timer può essere usato anche in campo fotografico come un semplice “telecomando esterno” con cavo ed ha tutta una serie di funzionalità che lo rendono anche programmabile per far scattare la macchina fotografica ad una certa data in una certa ora. Tutte queste funzioni sono spiegate nel manuale in maniera molto precisa.

Un’altra caratteristica che distingue l’LRTimelapse Pro Timer è la capacità di operare con un brevissimo “dark time”. Durante una sequenza di scatti consecutivi, c’è un lasso di tempo (dark time) in cui la macchina fotografica resta inutilizzabile. Questo è principalmente causato del segnale d’attivazione dell’autofocus che viene trasmesso ad ogni scatto anche se l’ottica utilizzata è settata sulla messa a fuoco manuale. Questo avviene a causa dei protocolli di comunicazione con la fotocamera che sono stati pensati con un “approccio fotografico” dove questo aspetto non ha importanza. Per capirci, su un intervallo di 4 secondi, con certi corpi macchina, non riuscirete ad avere scatti in sequenza con esposizioni di 2 secondi.

Il Pro Timer permette, andando a variare i valori “Release Time” e “Autofocus time”, di minimizzare questa tipologia di ritardo.

Nel caso foste in possesso di un normale intervallometro, ci sono dei “trucchetti” che permettono di minimizzare il “dark time”, ma il Pro Timer riesce a fare di meglio!

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In questa immagine il display appare con delle scritte a metà non per un problema ma per il refresh dello stesso durante il tempo di scatto

Una specifica funzione di risveglio garantisce un ottimo funzionamento anche con fotocamere di tipo mirrorless, che notoriamente hanno un problema causato dalla “modalità di sospensione” che a volte può inceppare le fasi di ripresa del timelapse.

Internamente è presente una seconda batteria (a bottone tipo CR1220) sempre attiva e sostituibile che mantiene aggiornate alcune funzioni come ad esempio la data e l’ora corrente anche con la batteria principale scarica.

Conclusioni e critiche:

Facilità d’utilizzo è la prima cosa che mi viene da dire! Nonostante questo timer permetta di settare numerosi parametri, dando innumerevoli possibilità di regolazione su parametri anche molto particolari (come ad esempio il tempo di rilascio dell’autofocus), risulta essere nel suo utilizzo molto chiaro ed immediato! Questo grazie alle indicazioni descrittive delle voci del menù e dei valori da impostare. Potete scordarvi quel senso di smarrimento tipico dei primi approcci con i classici intervallometri!

Durante la ripresa, sul display compare anche la durata finale del timelapse in base al valore fps impostato nei settaggi (24, 25, 30, 50, 60).

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Preciso e funzionale! Permette di impostare l’intervallo di tempo con una risoluzione fino a 0,1 secondi per gli intervalli più brevi. Risoluzione che va via via salendo con l’allungarsi dell’intervallo impostato. Permette di comandare 2 macchine fotografiche contemporaneamente o una macchina fotografica e una slider motorizzata (compatibile). Permette time lapse con esposizioni in bulb mode.

Il feedback della manopola principale è molto buono, la rotazione della manopola è precisa anche se non perfetta. I valori a volte perdono un piccolo incremento, ogni 10 click durante la rotazione se ne perde circa uno.

Nel mio esemplare uno dei due innesti cold shoe risulta essere una frazione di mm più piccolo dell’altro, quanto basta per farlo scorrere all’interno della slitta hot shoe della mia fotocamera con troppa facilità. Questo potrebbe essere un problema spostando la fotocamera lasciandola sul cavalletto con il Pro Timer attaccato, che potrebbe sfilarsi da solo e cadere a terra. Quindi vi consiglio di accertarvi sempre che sia ben saldo alla slitta di aggancio.

Personalmente cerco di non toccare mai la macchina fotografica mentre è in corso la ripresa di un timelapse. Questo evita che l’inquadratura possa spostarsi e che in post produzione si debba di conseguenza andare ad allineare tutte le immagini. Per fare questo il Pro Timer deve essere non a contatto con la fotocamera, a meno che non siate certi di non dover accedere ai suoi menù durante tutta la ripresa del timelapse. Per tenerlo ad esempio appoggiato al vostro zaino dovrete usare un cavo di connessione molto lungo, diciamo di almeno 2 metri. Avrete 2 possibilità: acquistare un cavo di prolunga per il vostro cavo di comando, oppure costruirvi un cavo di comando della lunghezza giusta! Per cavo di prolunga intendo un cavo di tipo jack 2,5mm maschio/femmina. Qui iniziano i “problemi”. Infatti se non vi organizzerete al momento dell’acquisto del Pro Timer sarà difficile riuscire a trovarlo al volo in un negozio di qualche catena mediastore nazionale. Stesso discorso per i negozi che trattano strumenti musicali. In questi negozi troverete solamente prolunghe con jack di misura 3,5mm.

LRTimelapse Pro Timer (1)Nessun negozio generico infatti fornisce prolunghe con connettori jack maschio/femmina da 2,5mm. Meglio fornirsi in rete. Forse, ma ne dubito, riuscirete a trovarlo in qualche negozio di elettronica di quelli dove potete acquistare anche i singoli connettori. Se saranno ben forniti, riuscirete a comprare connettori e cavo a parte, ma dovrete poi pensare alle saldature e all’assemblaggio a casa, non sempre facili soprattutto sul connettore maschio. Molto più semplice sarà usare un cavo di comando originale tagliandolo a metà, mantenendo così i connettori originali e allungandolo poi con un pezzo di cavo a tre poli saldando a questo i due capi liberi.

In questo modo eviterete delle prolunghe e minimizzerete i punti critici della vostra catena e i potenziali problemi, fra cui anche dimenticare di portare con sé uno dei due cavi, quello di prolunga o quello di comando!

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Essendo questo un prodotto in continua evoluzione, alcune nuove funzioni saranno implementate in base alle richieste degli utenti, vi invito a consultare la pagina https://lrtimelapse.com/lrtpt/ del sito di Gunther Wegner e in particolare il suo forum. Potrete trovare altre informazioni più dettagliate su questo prodotto e tutte le indicazioni riguardanti gli aggiornamenti e il manuale.

Questo test è stato effettuato in maniera del tutto indipendente e non vuole essere un “s/consiglio d’acquisto”. Il materiale testato è stato acquistato non per essere provato per questa recensione, ma per essere utilizzato normalmente durante le mie uscite fotografiche.

Tutti i risultati e i comportamenti osservati e descritti rappresentano una mia personale ed esclusiva opinione sull’esemplare LRTimelapse Pro Timer in mio possesso. In tal senso i risultati e i comportamenti osservati non possono rappresentare in maniera assoluta il prodotto.

Conto di aggiornare questa recensione mano a mano che tutte le funzioni di questo timer verranno testate sul campo.

Se hai delle curiosità riguardanti le immagini e i dati scritti in questa recensione lascia un tuo commento o una tua domanda in fondo a questa pagina, sarò lieto di risponderti! Oppure se preferisci scrivimi a info@guerrinistefano.com

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