Alba lago di Tovel – Trentino

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Lago di Tovel – Val di Non – Trentino (1178m). Uno dei laghi più conosciuti e visitati del Trentino. Si trova all’interno del Parco Naturale Adamello – Brenta. Durante i mesi autunnali i colori arricchiscono questo splendido posto. Fino agli anni 60 la caratteristica di questo lago era quella di colorarsi di rosso in alcuni periodi dell’anno, grazie ad alcune alghe presenti in grandi quantità, favorite dall’esistenza di alpeggi nelle zone sovrastanti. Attualmente la specie di alghe più presente è invece di colore verde e conferisce alle acque limpidissime di questo lago un colore verde smeraldo.

Come raggiungere questo luogo: se arrivate da fuori regione in autostrada, uscite a Trento nord o a San Michele all’Adige – Mezzocorona e dirigetevi verso il paese di Cles (che non attraverserete). Seguite le indicazioni per il lago e imboccate la strada provinciale n.73 (indicazione per Denno) fino al paese di Tuenno. Qui le indicazioni sono molto chiare e vi porteranno sulla strada provinciale n. 14 della Val di Tovel che costeggia il Rio Tresenga. L’accesso è regolamentato dal Parco e in alcuni periodi dell’anno (turistici) l’accesso è possibile solamente attraverso bus navetta. In automobile dal centro del paese di Tuenno ci si impiegano circa 20 minuti.

Consigli fotografici: per chi visita questo posto e può permettersi di arrivare molto presto, il suggerimento è quello di fotografare l’alba. La particolare conformazione del lago infatti è tale da avere una delle zone più buie e umide del posto proprio in posizione opposta alle montagne illuminate dai primi raggi di sole. Nella cartina la zona di cui vi parlo è segnata in rosso:

cartina
@OpenStreetMaps

Lì troverete un riflesso sull’acqua spettacolare e nella zona più orientale, nei mesi autunnali, tutta la vegetazione si ricoprirà di brina che persisterà fino a metà mattinata dandovi altri numerosi spunti fotografici.

Cavalletto obbligatorio perché per forza di cose dovrete fare delle esposizioni multiple. Questo è il mio personale modo di fotografare queste situazioni, ma non è l’unico! Nel mio caso sono state sufficienti 2 esposizioni: una principale e una seconda per le zone più illuminate. Nelle immagini dove parti molto scure si sovrappongono a zone molto chiare (i rami in alto a sinistra nel mio caso) vi metterete nelle condizioni di luce peggiori possibili. Il vostro obiettivo per buono che sia sarà sempre soggetto ad un fenomeno fisico chiamato aberrazione cromatica. Senza entrare in tecnicismi, le zone più scure avranno degli aloni colorati di viola e di verde come nel ritaglio di uno dei due scatti raw che ho utilizzato:

aberrazioni-cromatiche

Questi difetti si possono correggere durante l’ottimizzazione del file raw ma a volte servirà un intervento anche in post produzione.

La parte più difficile dello scatto sarà unire le due esposizioni in post produzione dando all’immagine finale un aspetto naturale. Il mio consiglio è di evitare assolutamente automatismi per immagini HDR.

Se vuoi conoscere di più sulle tecniche utilizzate per questo scatto o vuoi consigli su come ottimizzare le tue immagini o semplicemente vuoi visitare la zona qui fotografata, scrivimi a info@guerrinistefano.com

L’immagine è stata ridotta a 1000px verticali ma è disponibile anche in alta risoluzione per la stampa. Ogni riproduzione totale o parziale con qualsiasi mezzo senza consenso è vietata e sarà perseguita a norma di legge.

H o m e

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