Test: Leofoto. Treppiede LN-364C, testa a sfera LH-55

Testa LH-55

A parte le analogie estetiche con la BH-55 RRS, la testa LH-55 appare massiccia e in ogni sua parte totalmente costruita con freddi componenti metallici. Arriva riposta all’interno di una sacca imbottita di tessuto che protegge la testa da possibili graffi e danni durante il trasporto.

I pomelli se azionati restituiscono una piacevole resistenza fluida e gommosa, come se i meccanismi di serraggio aggrappassero una sfera di gomma invece che di metallo. Questo è dovuto agli strati che avvolgono la sfera nelle zone adibite al suo serraggio/blocco e allo stesso tempo al tipo di meccanismo utilizzato!

La sfera infatti, esteticamente bellissima e molto grande, è fatta di materiale metallico ed ha un diametro di 55mm.

La capacità massima dichiarata è di 25kg, il peso dichiarato è di 900gr. Ho misurato un peso di 825gr senza piastrina (compatibile arca swiss) e 875gr con piastrina.

Leofoto lh-55 by Guerrini StefanoHa 3 manopole tutte in metallo. La principale, del diametro di 4,5cm, è quella che serve per bloccare la sfera. Le due più piccole sul lato opposto servono per sbloccare/bloccare il movimento di rotazione per foto panoramiche (attorno all’asse z, fatto xy il piano di appoggio del cavalletto) e per stringere o allentare la frizione (vedi foto sotto).

Vicino alla manopola della frizione (la più piccola e più in alto delle due) c’è una piccola finestrella (foro) dove si intravedono stampati, su parte del meccanismo messo in movimento, dei numero da 0 a 9. Nella posizione 0 la frizione è del tutto inefficace, nella posizione 9 riesce a bloccare completamente la sfera.

LH-55-manopole-laterali-by-Guerrini-StefanoC’è da dire che l’azionamento della manopola della frizione è continuo e non a scatti (come invece avviene sulla 468mgrc4 della Manfrotto) e che inizia effettivamente ad entrare in funzione solo dalla posizione numero 5 in poi. Dalla posizione 0 alla 4 non si avverte alcun contributo che freni il movimento della sfera. Questo almeno sull’esemplare da me provato.

Diametro della base: 70mm, ma quelli utili di appoggio sono 68mm.

Altezza di lavoro dichiarata: 98mm (senza la piastra montata). Ho misurato 105mm con piastra montata (questa è la misura da considerare, perché quella reale di utilizzo).

La LH-55 rientra nella tipologia di teste cosiddette a “baricentro basso”. Mettendo a confronto le misure dell’altezza di lavoro delle altre teste provate si vede subito che questa è fra tutte quella minima. Questo è un risultato notevole, vista anche la differenza di diametro delle sfere utilizzate (55mm vs 35mm)!

La clamp che di base monta l’LH-55, compatibile arca swiss, è munita di una chiusura a vite la cui manopola metallica è ben frenata e restituisce una piacevole resistenza al movimento.

lh55-laterale-rid-by-Guerrini-StefanoSinceramente dopo molti anni passati in casa Manfrotto, per me è stata una novità provare le piastre tipo arca swiss con la clamp della testa LH-55. La mia prima impressione non è stata positiva, almeno non con la clamp qui fornita. C’è da dire che sono abituato molto bene perché ho sempre avuto delle teste Manfrotto con attacco rapido RC4, ovvero con piastre 410PL. Sono le piastre più grandi della Manfrotto, forniscono una superficie d’appoggio molto grande e sono assolutamente velocissime da utilizzare.

Con la clamp presente sulla LH-55 sarete sempre ed in ogni situazione obbligati ad utilizzare tutte e due le mani per agganciare la macchina fotografica al vostro cavalletto. Invece sulla precedente testa che ho utilizzato (468mgrc4) ho sempre apprezzato che la macchina fotografica si agganciasse anche appoggiandola con una sola mano direttamente sopra il cavalletto, grazie ad un meccanismo a molla che si chiude in automatico a scatto e che la bloccava “al volo”.

468mgcr4-RIDFatto ciò con la seconda mano potevo poi andare ad agire sulla leva di apertura/chiusura (con pulsante di anti sganciamento involontario) stringendola con forza per chiudere il meccanismo, avvertendo un lento e frenato movimento della leva di circa 1cm fino a che questa arrivava poi a bloccarsi totalmente.

Stringendo invece la manopola di blocco sulla clamp della LH-55 la sensazione che ho percepito è pari al nulla più assoluto. Ferro su ferro, non c’è alcuna sensazione di aver stretto a dovere perché appena la morsa aggrappa la piastra la vite di fissaggio e la relativa manopola si fermano e non c’è un meccanismo di, chiamatelo come volete, “frizionamento di fissaggio” o di posizione “di sicurezza”. In tal senso reputo migliore il meccanismo di chiusura Manfrotto. Riguardo la sicurezza di aggancio è anche vero che la sagomatura della base della clamp sulla LH-55 è tale da non permettere alla piastre agganciate di scivolare via del tutto se la vite di fissaggio si allenta. Questo a patto che essa non sia allentata del tutto ma sia avvitata quanto basta per agganciare almeno in parte la piastra stessa.

Sulla LH-55 avrei in ogni caso preferito una clamp con leva di chiusura proprio come la B2-AS-II, utilizzata da RRS su alcune versioni della testa BH-55.

Ovviamente è sempre possibile cambiare la clamp fornita con la testa, anche se non è mai un’operazione gratuita, immediata e scontata! Si deve infatti controllare che la forma dell’innesto sul collo della sfera sia compatibile con l’innesto della nuova clamp. Il problema non è la filettatura del foro della vite che fissa la clamp, ma proprio la forma del suo innesto.

Sul campo è una vera roccia! Nel test di carico, ma anche nel test di smorzamento vibrazioni, fornisce dei vantaggi rispetto alla 468mgrc4 e alla 488rc4 anche se utilizzata non in combinazione con il cavalletto LN-364C.

Leofoto consiglia di lasciare aperti i meccanismi di serraggio in caso di non utilizzo della testa per lunghi periodi di tempo. La temperatura d’utilizzo riportata sul manuale è compresa fra -30°C e 60°C.

Piastre Leofoto pu-70

la piastrina data in dotazione con la lh-55 è molto simile alla pu-70. Cambia leggermente il rivestimento sulla superficie di appoggio alla fotocamera e cambiano i fori filettati presenti sulla piastra. La caratteristica più interessante è che sotto alla piastra ci sono due viti che non permettono alla piastra stessa di scivolare sulla clamp se questa non è chiusa del tutto. Leofoto pu-70 by Guerrini StefanoLe teste di queste due viti si incastrano infatti nei solchi presenti sulla base della clamp impedendo così uno sfilamento involontario che porterebbe alla caduta della macchina fotografica a terra.

Inoltre la vite principale è munita di una “mezza lunetta” amovibile che aiuta a stringere la vite stessa. Resta comunque molto più comodo utilizzare una moneta o il dente di metallo del portachiavi Leofoto dato in dotazione.

Continua a leggere questa recensione cliccando su una delle pagine che seguono o sui simboli << e >>, troverai descrizioni dettagliate, indicazioni di smontaggio, le mie raccomandazioni sui finecorsal’elenco degli accessori, la descrizione della testa, pesi, misure, test di bloccaggio sbilanciato e bilanciato, test di fluidità, test di carico, test di smorzamento delle vibrazioni, le mie conclusioni e molto altro!

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Per avere tutti i dati relativi a questo test non esitare a scrivermi a info@guerrinistefano.com Ogni riproduzione totale o parziale con qualsiasi mezzo senza consenso è vietata e sarà perseguita a norma di legge.

 

 

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